Sugli immaginari collettivi

Il nostro ambiente – la Stregoneria, quale espressione dell’ultimo baluardo del Culto degli Antichi Dei – è fortemente inquinato da immaginari collettivi, che sono largamente diffusi tra le genti.

Per “immaginario” intendo una credenza o una diceria, priva di fondamento in un determinato contesto (o persino estranea ad esso), che riesce a sostituirsi alla realtà, oscurandola del tutto.

Sostanzialmente esistono due grandi immaginari collettivi che hanno una forte presa sulle persone: l’immaginario giudeo-cristiano e l’immaginario televisivo.

L’influenza di quest’ultimo, infatti, non è da sottovalutarsi…

Sembra incredibile ma la maggior parte delle persone si beve tutto quello che vede in televisione, non capendo che si tratta solo di puro e semplice intrattenimento.

Veramente ti illudi se pensi che vogliano offrirti altro…

Oltre ad aver creato una Tradizione – la Via Purpurea – che rappresenta un atollo assolutamente incontaminato da tali immaginari (caratteristica questa alquanto rara), attraverso i miei scritti negli ultimi 21 anni ho sempre cercato di ricollocare ogni cosa nella giusta dimensione, provando a sfatare molte delle dicerie che provengono da codesti immaginari.

L’ho fatto e continuerò a farlo, sebbene poi ci sia sempre chi si arrabbia credendo che io cerchi di portargli via i demoni e le altre cazzate che la Chiesa Cattolica e certi film o serie tv horror gli hanno inculcato nella testa.

Ritengo dunque opportuno specificare che il mio scopo non è quello di voler portar via qualcosa a qualcuno o rompergli le uova nel paniere, io divulgo semplicemente dei contenuti – spesso andando controcorrente – poi ogni persona che li ha letti è libera di continuare a credere quello che vuole…

Quindi chiunque ritenga più affidabili come fonti la Chiesa Cattolica, Harry Potter, il telefilm Streghe (Charmed), Sabrina vita da strega e Buffy l’ammazzavampiri continui pure a vivere nel proprio immaginario dell’assurdo…

Riuscire ad aprire finalmente gli occhi (che è uno dei tre significati attribuibili al Risveglio iniziatico) non è per tutti…

Scritto da Dragon Rouge © in data 14/03/2020

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Sulla Signora del Gioco

La stregoneria è conosciuta anche come il “Gioco di Diana” o più semplicemente il “Gioco”.

La Signora del Gioco o Domina Ludi, nota anche dome Donna del Gioco o Dòna del zöc in dialetto camuno, è Colei che guida il “Gioco”.

Nel folklore italiano la Signora del Gioco veniva descritta come un fantasma, ovvero uno spirito, che si manifestava nelle sembianze di una bellissima ragazza dai lunghi capelli che appariva nei boschi o nei luoghi più isolati ed impervi e che aveva il potere di ammaliare i viandanti con il suo sguardo, ciò che gli antichi chiamavano “fascino”.

La Signora del Gioco per eccellenza è Diana, tuttavia a seconda dei luoghi essa viene associata anche ad altre antiche Dee o entità, come la misteriosa Erodiade, connesse al mondo della stregoneria.

Le descrizioni di queste apparizioni, narrate nel folklore, in antiche leggende e citate nei processi alle streghe, ricordano tra l’altro quanto ho descritto nel capitolo “Stregoneria e vampirismo” presente nel libro: Il Culto di Lilith – probabilmente perché si tratta della medesima manifestazione – a riprova dello stretto collegamento che esiste tra la stregoneria e il Culto della Vergine Oscura, come già ipotizzato sul finire del 1800 dal folklorista, nonché Iniziato ai segreti della Vecchia Religione, Charles Godfrey Leland.

Nel linguaggio segreto delle Streghe il termine “Gioco” ha una certa importanza e molteplici significati, che variano in base ai contesti in cui esso viene menzionato.

Vedi anche il capitolo “Il linguaggio di Striaria” che si trova contenuto nel Grimorio di Striaria oppure nel libro Striaria: il culto delle streghe

Il “Gioco” è il Sabba delle Streghe, noto anche come “zogo del barilotto” o “gran sollazzo” o “striazzo“, dato che molti sono i suoi nomi e ancor più diventano tenendo conto delle espressioni dialettali tipiche di ogni zona d’Italia.

Tuttavia il “Gioco” può indicare anche un Rituale stregonesco.

Nell’antica stregoneria italiana o “striaria” – il termine “stregheria” storicamente è quasi inesistente, viene usato più che altro dall’abate Girolamo Tartarotti nell’opera “Del congresso notturno delle Lammie libri tre” (1749) – “Signora del Gioco” poteva anche essere l’appellativo utilizzato per indicare la Magistra di una Congrega di Streghe.

Oppure in talune situazioni può anche essere colei che officia il rituale nell’ambito di un piccolo cerchio o, più semplicemente, di una coppia.

Poiché, come abbiamo già precedentemente detto, la Signora del Gioco è Colei che guida il “Gioco”, che lo dirige, che insegna come parteciparvi e che ne detta le Regole.

Le “Regole del Gioco”…

Le Regole della Stregoneria!

Scritto da Dragon Rouge © in data 25/01/2020

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38 Sulla Signora del Gioco blog di Dragon Rouge

Come rapportarsi con il natale

Il modo migliore per rapportarsi con qualcosa è conoscerlo, comincerei dunque col dire che il termine “Natale”, giusto per la cronaca, esisteva già al tempo degli antichi romani che celebravano il Dies Natalis Solis Invicti il 25 dicembre.

Con il Concilio di Nicea I del 325 E.C. nacque – di fatto – la Chiesa Cattolica che si appropriò di tale festa, inventandosi la storia della natività del loro profeta, di cui si trova menzione infatti solamente a partire dal 336 E.C. prima di tale data non esisteva alcun “Natale”, termine che indica la nascita.

Mi piace questo periodo dell’anno sia per l’atmosfera che si crea con l’arrivo della Regina d’Inverno, sia perché è molto bello – oltre che divertente – vedere come siano indaffarati i cristiani ad innalzare alberi pagani adorni di luci su cui collocare il simbolo che meglio rappresenta il primordiale Culto degli Antichi Dei.

I pastori hanno fatto credere al gregge che quella sia la stella cometa, ma penso che a certi livelli delle gerarchie della Chiesa siano ben consci della verità…

Essi dimostrano, infatti, di conoscere fin troppo bene i simboli che meglio esprimono la Festa delle Luci: alberi sempreverdi, il vischio, l’agrifoglio, le luci, la stella, ci sono davvero tutti!

In un mio precedente articolo – Sulla Luce – che scrissi circa due anni fa, riportai un breve estratto tratto da un racconto di H.P. Lovecraft, “The Festival” (pubblicato nel 1925), in cui anche il “solitario di Providence” dimostra di aver ben chiaro ciò che verrà celebrato con questa ricorrenza: la Festa delle Luci d’Inverno o più semplicemente “Le Luci”.

Era il Giorno di Yule, che gli uomini ora chiamano Natale, sebbene sappiano nel proprio cuore che è più antico di Betlemme e di Babilonia, più antico di Menfi e del genere umanoLa mia gente era anticae parlava un’altra lingua prima di apprendere la vostra. Ora si erano sparsi, e avevano in comune solo i riti e i misteri che nessun essere umano poteva capire…”

Dice inoltre che Yule veniva celebrato “…affinché il ricordo dei segreti originari non si perdesse…”

E così ancora oggi è…

Quando il buio regna sovrano, una Luce si erge come un faro nell’oscurità per indicare la Via allo smarrito Viandante che vaga solitario nel Labirinto della Notte…

Splendano dunque le Luci d’Inverno, buona Festa delle Luci a chiunque ne sarà partecipe!

Scritto da Dragon Rouge © in data 13/12/2019

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Gruppo di discussione dedicato a Striaria

Sono lieto di annunciare che, per iniziativa di due praticanti di Striaria, è stato creato su Facebook un gruppo di discussione dedicato alla Tradizione di Striaria e al Culto di Diana Lucifera.

Il gruppo è sorto con l’intento di permettere ai praticanti di Striaria di confrontarsi tra loro e di parlare delle proprie esperienze, al fine di trarne un arricchimento reciproco.

Io non sarò presente – dato che preferisco che chiunque desideri contattarmi possa farlo solo tramite questo blog o via mail – tuttavia vi lascio in buone mani!

Chi volesse partecipare trova il gruppo al seguente indirizzo: Striaria Italia

Scritto da Dragon Rouge © in data 21/11/2019

Striaria Italia Facebook

Halloween la Notte degli Spiriti

C’è un momento magico molto particolare nel corso dell’anno che ha inizio al primo imbrunire del 31 ottobre, con la sua intensità massima nell’Ora delle Streghe, e termine al primo albeggiare del 1 novembre.

La maggior parte delle persone conoscono solo l’aspetto esteriore di questa notte speciale che i diurni chiamano Halloween, tuttavia per un ristretto gruppo di persone vi è anche un aspetto interiore molto più profondo, che affonda le sue radici in remote antichità.

Questa notte quindi è come una moneta con due facce: Halloween che rappresenta l’aspetto ludico, carnevalesco e giocoso, e la Festa delle Ombre che ne rappresenta invece l’aspetto spirituale e magico.

Personalmente non me la sento di condannare chi vuole viversi solo Halloween, spesso è attraverso il gioco che si giunge a scoprire infine il “gioco” (sinonimo di Sabba/rito nel linguaggio di Striaria) vero e proprio.

Halloween, infatti, è strutturato per introdurre al “gioco” gli animi più sensibili, suscitando in loro il desiderio di addentrarsi oltre l’esteriorità… oltre la realtà ordinaria e limitata in cui vivono gli ignari diurni…

Negli insegnamenti interni della Via Purpurea, la Tradizione a cui ho dato vita oltre un quarto di secolo or sono, viene spiegato che sulla linea temporale della Terra di Mezzo (il mondo degli umani) si aprono due Portali nel corso dell’anno, uno di essi è rappresentato da “Le Ombre”: la Notte degli Spiriti.

Gli antichi parlavano della Notte degli Spiriti come di un “misterioso momento che non apparteneva né al passato, né al presente, non a questo mondo e nemmeno all’aldilà…” (tratto dal mio libro: La Vecchia Religione)

Gli antichi dicevano che “tutto è permesso quando la vita e la morte si incontrano, quando l’inizio e la fine si toccano…”

Questa frase contiene vari segreti iniziatici, essendo molteplici le sue possibili chiavi di lettura.

Lo stesso termine “morte” – oltre al significato che ho già spiegato nei libri di Striaria – possiede almeno altre 3 chiavi di lettura, ognuna delle quali legata ad un particolare tipo di esperienza.

Così come dalla “morte iniziatica” scaturisce una nuova vita…

Così un altro tipo di “morte” serve per dar vita…

Nei Misteri Lilithiani della Via della Luna Nera (le pratiche base di questa Via sono contenute nel libro: Il Culto di Lilith) – che il Tempio di Lilith custodisce – viene svelato invece il vero segreto della relazione occulta che esiste tra la vita, la morte e il sogno.

I “momenti magici” che si celano nell’anno sono come dei varchi nella realtà ordinaria in cui è possibile compiere delle operazioni particolari, che possono essere svolte solo in quella specifica occasione.

Ad esempio nel libro: Vivere la Vecchia Religione ho descritto l’apertura del Cancello del Sole morente, in cui rivelo anche la Chiave di Hecate, la Guardiana della Soglia.

Con l’avvento delle Ombre gli antichi celebravano, infatti, anche la morte del Sole e con esso l’inizio della metà oscura dell’anno, non a caso per i Celti tale momento rappresentava “la fine dell’estate”, che è il significato di “Samhain”.

Nel libro Striaria: grimorio di stregoneria rituale ho descritto invece tutte le pratiche relative al Culto degli Antenati, di cui la Notte degli Spiriti costituisce la celebrazione più importante, essendone l’apice.

La Festa delle Ombre rappresenta anche la fine e nel contempo l’inizio dell’Anno Rituale, che non è l’anno calendariale, quindi – al contrario di quello che dicono molti – per me capodanno rimane il 31 dicembre, essendo una ricorrenza diurna.

L’Anno Rituale contempla infatti solo i momenti magici ed i giorni sacri, consacrati a specifiche Divinità Patrono – come ad esempio il Templum Dianae – che vengono osservati, in questo caso, solo da coloro che ne sono Seguaci.

Ascolta ora le mie parole o impavido Cercatore d’Arcan perduti…

Quando Le Ombre verranno “…la vita e la morte si incontreranno, l’inizio e la fine si toccheranno…”

Un cerchio sarà dunque chiuso… un Portale chiuso per poche ore sarà quindi aperto nella Terra di Mezzo…

Sappi che “tutto è permesso” (concesso) in questo magico limbo

Ma affrettati, perché l’alba giungerà presto…

Buona fine, Buon inizio!

Scritto da Dragon Rouge © in data 17/10/2019

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Sulla Magia Antica

La Magia da me praticata non ha niente a che vedere con la concezione che l’uomo moderno occidentale ha ormai della magia, delle sue origini e di come essa possa compiersi.

Chi non ha mai avuto il privilegio di essere testimone dello straordinario Potere miracoloso che può sprigionare la Magia Antica difficilmente potrà comprendere il mio disappunto verso ciò che i moderni considerano “magia”.

L’attuale concezione magica, secondo me, inizia a svilupparsi tra la metà e la fine del 1800 e subisce l’ultima importante trasformazione nel 2006, con la pubblicazione del bestseller “The Secret”.

La moderna visione della magia generalmente è un connubio tra psicologia, pensiero positivo, legge dell’attrazione e le solite citazioni estrapolate dalla fisica quantistica, che nessuno conosce (a parte determinati scienziati specializzati in questa complessa materia) ma di cui molti amano riempirsi la bocca, magari sentendosi così un po’ “scienziati” anche loro…

Quando parlando di magia con qualcuno inizia a pronunciare, spesso e volentieri, una o più di queste quattro parole:

archetipi (vedi la psicologia analitica di C. G. Jung)
energia (invece che Spirito)
legge dell’attrazione
universo (invece che Antichi Dei)

è sufficiente per capire che si tratta di un “moderno”, tendenzialmente abbastanza razionalista.

Io ovviamente non voglio esprimere dei pareri, tanto meno dei giudizi, sulla concezione che l’uomo moderno ha ormai della magia – a ognuno il suo – dico solo che mi sento distante anni luce da tutto ciò!

Taluni mi chiamano l’Antico non per niente… magari ad altri potrò sembrare invece semplicemente antiquato (fuori moda) e anche questo è vero – io sono decisamente démodé – una persona speciale mi diceva sempre che ero “vintage”…

I libri che ho scritto rappresentano una opportunità di esplorazione, sviluppo e crescita nell’ambito Spirituale e Magico.

In questi scritti però io non parlo mai di Magia Antica, tuttavia sperimentandone i contenuti essi ti prepareranno a viverla e ad esserne testimone in prima persona!

Non sempre reputo necessario spiegare al lettore tutto quello che sta imparando, anche per non privarlo del piacere della scoperta, di rendersene conto da solo man mano che progredisce nel cammino.

Ci sono delle persone che mettendo in pratica il Rito dello Scongiuro che descrivo nei miei libri hanno ottenuto dei risultati veramente straordinari.

Queste persone hanno così iniziato a mettere in pratica le basi della Magia Antica, ciò che io considero l’autentica Magia, quindi non semplice Lumen (Potere della Mente) MA riuscire a sprigionare veramente Numen: il Potere Spirituale che proviene dagli Antichi Dei!

Forme più avanzate di Magia Antica reputo che non siano trasmissibili a persone che non facciano parte del mio Lignaggio, per questo io non ho mai svelato i miei Incantesimi, perché bisogna essere stati adeguatamente “preparati” per poterli sostenere, prima di volerli compiere.

Ogni Incantesimo / Rito autentico ha, infatti, un aspetto esteriore (oggetti da usare, frasi da pronunciare, gesti da fare) dunque essoterico e un aspetto interiore – segreto – quindi esoterico / misterico.

Senza quest’ultimo il rito è inanimato e – per quanto magari possa essere esteticamente bello e suggestivo – diventa mera teatralità e nient’altro…

Gli Incantesimi non sono come delle figurine da scambiare o incollare qui e là sui social o in giro per il web, magari per farsi “belli” o per smanie di condivisione compulsiva.

Gli Incantesimi non sono come caramelle da regalare, gettandole con leggerezza ai quattro venti, arrivando persino ad inviarli via mail o tramite whatsapp.

Per me scoprire un vero Incantesimo è come scoprire una “cura” miracolosa…

Per me scoprire un vero Incantesimo è come scovare un “tesoro” nascosto…

Questo è lo Spirito con cui io vivo la Magia Antica che mi pervade…

Per questo, sin dal principio, ho seguito delle regole ferree e precise che mi indicassero in quali circostanze avrei potuto trasmettere ciò che può solo essere mostrato…

Scritto da Dragon Rouge © in data 23/08/2019

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Lilith nell’Antico Testamento

Mi è stato chiesto se Lilith, oltre che nelle fonti precristiane che ho citato nella parte introduttiva al Velo Nero (il Liber Spirituum di Lilith), sia menzionata anche nel Vecchio Testamento.

Nella Bibbia Lilith viene menzionata solo nella versione “Nuova Riveduta”, che è una traduzione della Bibbia in Italiano curata dalla Società Biblica di Ginevra e pubblicata per la prima volta nel 1994.

In Isaia 34 nella Profezia contro Edom, un territorio (che oggi corrisponde alla Giordania sud-occidentale) che confinava con l’antico regno di Israele e con cui gli ebrei entrarono spesso in conflitto.

Nel versetto 14 troviamo scritto:

Le bestie del deserto vi incontreranno i cani selvatici,
le capre selvatiche vi chiameranno le compagne;
là Lilit farà la sua abitazione,
e vi troverà il suo luogo di riposo”.

Nella versione “Riveduta”, tradotta in italiano negli anni venti dello scorso secolo dal teologo Giovanni Luzzi, al posto delle “capre selvatiche” compare “il satiro” e al posto di “Lilith” troviamo invece scritto “lo spettro notturno”.

Nella traduzione curata dalla C.E.I. invece “Lilit” non è menzionata e al suo posto troviamo scritto “civette”, così come nelle traduzioni curate da molti gruppi protestanti.

In conclusione, se il nome di Lilith fosse stato scritto nella Bibbia puoi star certo che esso sarebbe stato fedelmente riportato in tutte le traduzioni, invece al suo posto troviamo una parola che – a quanto pare – in base al contesto può assumere diversi significati che vengono sempre associati a bestie erranti e selvatiche (libere) che trovano rifugio in luoghi solitari ed impervi.

Lilith quindi nella Bibbia non c’è, tuttavia dato che la civetta nidifica principalmente sugli alberi, nel versetto 34:14 potrebbe esserci un nesso con “l’albero ḫalub” di cui si narra nell’Epopea di Gilgamesh in cui è scritto:

Nelle sue radici un serpente che non teme magia vi aveva fatto il nido,
nei suoi rami l’uccello Anzu vi aveva deposto i suoi piccoli, nel suo tronco la Vergine-Fantasma (Lil) vi aveva costruito la sua casa”.

Ed è quest’unico dettaglio che, secondo me, alcuni millenni dopo che queste parole furono scritte può aver rievocato nella mente di qualche traduttore l’antica visione di Colei che maestosa sussurra arcane e seducenti parole nelle notti senza luna, danzando sinuosa tra le tenebre…

Lilith, la Vergine Oscura…

Scritto da Dragon Rouge © in data 09/07/2019

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Lilith nella Bibbia blog di Dragon Rouge